PERCHE' FAYENCE
----- di Giancarlo Bresciani -----


Statisticamente, da metà luglio a circa il 20 agosto, è il periodo migliore per realizzare voli di distanza sulle Alpi Francesi. Un'occasione da non perdere per chi si può permettere la sola vacanza estiva. E' l'ideale per fare delle esperienze tra l'indimenticabile e l'esaltante volando in una fascia larga un centinaio di chilometri e lunga più di trecento: un teatro di oltre 30.000 chilometri quadrati zeppi di montagne, ghiacciai, vallate, laghi e tanti, tanti cumuli... dove, alle località universalmente note, se ne mescolano centinaia di altre che vale la pena di scoprire e conoscere.

Volo a vela, alianti - Fayence

Già nell'estate del '91 avevo cercato di fare questa esperienza, ma per seguire gli amici ero andato a volare in Spagna non senza, all'andata ed al ritorno, avere fatto qualche assaggio decollando dagli aeroporti di Barcelonnette e Fayence e ciò non ha generato altro che il desiderio di volerci tornare. Nell'Haute-Provence ci sono gli aeroporti di Barcelonnette e Saint Crepin che, pur non potendo di regola consentire di decollare presto, permettono, già allo sgancio, di essere proiettati in pieno scenario alpino e questo è l'ideale per fare voli di esplorazione, per conoscere e riconoscere determinate zone e per "assorbire" come l'aria si muove da quelle parti... Ad ovest nella valle de La Durance ci sono gli aeroporti di volo a vela di Gap Tallard, Sisteron Vaumeilh, Saint-Auban Chateau-Arnoux (centro nazionale) e Vinon sur Verdon. A sud in Provence, nel dipartimento di Var, a poco più di venti chilometri dalla Costa Azzurra ed a 225 metri sul livello del mare, c'è il centro di volo a vela di Fayence, per noi certamente il più pratico da raggiungere essendo poco distante dall'autostrada della Costa Azzurra (uscita 39 per Fayence - Lac de St Cassien).
Ma perché Fayence: la pista, di più di 1.000 metri, ha la forma di una tozza "T", tale da consentire, in caso di necessità, atterraggi e decolli da qualsiasi direzione, il fondo è erboso con due pistini asfaltati per il decollo. Le due testate, 1.0 e 2.8, sono corredate di brevi funi, da una parte bloccate al terreno e dall'altra provviste di un gancio, per ancorare in caso di necessità gli alianti già in linea, a ricordo che qui è zona di Mistral e che si fa anche tanta onda. Ci sono una decina di Hangars, e perfettamente in sintonia con l'ambiente, vi è una costruzione comprendente un bar ristorante riservato ai piloti, la segreteria, alcuni uffici, la sala briefing, camere a due e quattro letti, servizi igenici ecc. per chi sceglie, a costi più che accettabili, di dormire in aeroporto. In altra zona è possibile anche campeggiare.

Volo a vela, alianti - Fayence

Il Club dispone di 3 Janus, 3 Nimbus, un DG 500, un Dg 200, 2 Glassflugel 304, 3 LS4, 3 Pegase, 2 ASW19, un Astir, 5 Ka6, 5 Ka8, un Dimona, 4 ASK13 ed un ASK21, come traini 3 Rallye, 2 Pawnee ed un L19. Diciamo un 35 alianti e 6 traini, naturalmente più un numero imprecisato di macchine private tra ospiti e locali. Nove persone, tra cui quattro istruttori, coordinano e gestiscono l'attività di circa una ottantina di decolli al giorno tra voli scuola e performance per un totale di 25.000 ore all'anno.
La linea è pronta intorno alle 10.30 per decollare mediamente alle 11.15÷11.45, le attese per il traino difficilmente superano la mezz'ora.
Qui si può volare sino al tramonto, diciamo 9-10 ore e, anche se su questi terreni le medie non sono mai altissime, di strada se ne può fare tanta... nelle giornate buone (quasi tutte) i percorsi sono verso nord, lo sgancio è intorno ai 1.000÷1.100 m. QNH sul costone della Pente, poi via via, letteralmente si scala la montagna verso le Malay 1426 m., indi Le Lachens 1715 m. In questa prima fase le condizioni non sono mai eccezionali, l'atmosfera è tendenzialmente stabile, l'inversione presente, ma si sa che quindici-trenta chilometri ancora più a nord si entrerà nel regime d'aria alpina, dove le termiche non sono più rotte e turbolente, ma violentemete poderose con plafond dai 3.000 in su, queste uscite sono sempre una conquista che entusiasma.
Quando finalmente si arriva nella nuova massa, l'aria è incredibilmente più limpida, spesso la demarcazione tra "l'alpino" ed "il marino" è accompagnata da fenomeni di termo-onda: si sale davanti ai cumuli, l'occhio spazia lontano... le montagne si fanno imponenti, cumulo dopo cumulo il plafond continua ad alzarsi e le termiche sempre più potenti inducono a dare un giro o due sul Mc. Cready e così si vola, mai più letteralmente che in questo caso, verso Barcelonnette, dove se ne raggiunge il traverso in un batter d'occhio.
Ora dipende che volo si sta facendo: se si è solo a spasso seguendo la linea più energetica, è quasi inevitabile, trovarsi in questo giro panoramico verso nord, tra Aiguille de Chambeyron, con i suoi laghetti turchesi ed il Monviso.

Volo a vela, alianti - Fayence

Questo fantastico monolite di 3841m., oltre a segnare un punto di confine tra l'Italia e la Francia, spesso indica anche la demarcazione di due masse d'aria, quella alpina sempre più secca, da quella padana, che - più umida, calda e sporca - da vita ad incredibili condensazioni 1000÷1500 metri più in basso là sul versante italiano, che fanno da sfondo a tutta la linea di cime e creste che si estendono sul confine in direzione nord-sud.
Muovendosi "turisticamente", è d'obbligo anche, spostandosi più a nord-ovest, dirigersi verso il gruppo del Pelvoux, con i suoi Glacier Noir e Blanc, dove quest'ultimo è il mantello candido che scende a valle dalla cima della Barre des Ecrins, la maestosa montagna di 4102 m. Infilarsi volando facendo il periplo di quelle pareti di roccia così scure ed imponenti, rappresenta il coronamento di una emozione crescente nata da quando l'intero massiccio era comparso all'orizzonte e se ne era iniziato l'avvicinamento quasi calamitati da tale maestosità.

Volo a vela, alianti - Fayence

Se invece è una giornata dove, durante il briefing, si era prefissato un bel tema e percependo di averlo azzeccato, ci si sente caricati e motivati, e non si commettono troppi errori, trovandosi così in sintonia con l'ambiente quel tanto che basta per non perdere tempo, una volta al traverso di Barcelonnette si prosegue decisi verso il Col de Vars, indi ai costoni ad est di St Crepin (120 Km da Fayence), giungendo quindi a Briançon- Mongenèvre, con il Sestriere in vista sulla destra, e poi Bardonecchia ad ovest e finalmente, in efficenza sull'aeroporto di Soliers (dove sarebbe meglio non atterrare per evitare il giorno dopo bene che vada, un costoso traino o da Aosta o da St Crepin), si arriva poi al Col d'Etache, poi ancora al Mont-Froid sopra Soliers, qui spesso l'atmosfera si fa più scura, i cumuli sono a quote diverse non è così facile capire dove tirano, bisogna andare per tentativi, fare il massimo della quota e poi decidere di attraversare la valle per giungere, 191 Km da Fayence, al grand Roc Noir, dove ci si deve essere almeno a 3.500-3.600 m., altrimenti... altrimenti si prova più a ovest sul costone del Mean Martin, diversamente Soliers... Questa zona indicata genericamente "Maurienne" dal nome della valle di Soliers-Modane, è il passaggio più difficile dei voli verso Aosta ed il Bianco, dato che qui, si sarà già capito, spesso "pulsa" l'aria della "padania", chiudendo sotto, ad est del Mean Martin, il passo del Col de l'Iseran 2762 m. Ma una volta passati, arrivando un po' più a nord, sulla verticale del Lac du Chevril, a 207 Km da Fayence, lo sguardo si può allungare nella direzione della Val de Rhemes giù verso Aosta, ma qui ormai si è risconfinato in Italia e la descrizione di quelle zone la si lascia agli amici che là volano, segnalando solo che un bel pilone di 520 Km è il lago di Place Moulin poco più di 20 Km a nord-est di Aosta.

Volo a vela, alianti - Fayence

E' ora di tornare facendo a ritroso più o meno lo stesso percorso, sembra essere tardi, ma in realtà si va in discesa e fatte salve cellule temporalesche e stratificazioni, è sufficente trovarsi o risalire al Mont Pelat 3051 m. circa un centinaio di metri sopra la sua cima per essere in efficenza su Fayence, compresa una puntatina sulla costa all'altezza di Cannes o Frejus, per coronare sul mare un volo sulle Alpi Occidentali.
Ma non sempre va così... se si è perso tempo o se si sta tornando da un volo particolarmente lungo ed è ormai sera tardi, non bisogna fare errori, e se qualcosa va storto e si finisce bassi è molto difficile risalire, quindi si deve atterrare a Barcelonnette, oppure essendo già più a sud-ovest, in questo caso può essere un temporale a bloccare la strada, si deve per forza andare giù a Puimisson o se si è proprio arrivati quasi a casa, ma per una qualche ragione non si riesce a scavalcare Le Lachens si finisce "aux Vaches" (fuoricampo) a Logis du Pin. (In orografie di questo tipo nulla può essere lasciato al caso e presso gli aeroporti di volo a vela di questa zona di questa area, è a disposizione una pubblicazione, da portarsi in volo, con le "Champs posables dans les Alpes du Sud" con pianta e fotografie di 26 campi atterrabili).
Concludendo, più che in ogni altra zona, partire da Fayence significa avere virtualmente, ogni volo, oltre al normale percorso, circa 150 chilometri praticamente già fatti perché, decollando presto, spesso si può essere a Barcelonnette o a St Crepin quando da là sono in volo da poco, ed il ritorno si può gestire anche molto tardi a condizioni pressoché spente essendo la meta "veleggiata", come si è già visto, il Mont Pelat, da cui in efficenza, si può percorrere l'ultima ottantina di chilometri che ancora separano da Fayence.
Certamente tra chi meglio conosce le Alpi Occidentali c'è Michel Trial, uno degli istruttori di Fayence, che normalmente accompagna con lo Janus "XA" giovani piloti e non, desiderosi di fare una puntatina facilitata di qualche centinaio di chilometri sopra questo meraviglioso scenario. Michel parla perfettamente l'italiano.


Pubblicato su Volo a Vela n° 221 nov-dic 1993.

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